Lana e lana biologica, che differenza fa?

08
.10
2014
lana_biologica

Le vetrine dei negozi agghindate già con abiti e capi invernali ci fanno cominciare a pensare alla prossima stagione. Ma per fare il giusto acquisto è meglio fare un pò di chiarezza per quanto riguarda la lanaAltramoda ha deciso così di dedicarti qualche appuntamento qui sul suo blog per parlarti della lana biologica e guidarti nei tuoi acquisti. Così come c'è cotone e cotone biologico così c'è anche lana e lana biologica. Qual è la differenza?

 

La lana rappresenta una delle fibre più efficaci per combattere il freddo invernale. Ma le sue caratteristiche non sono riconducibili solo al calore che trasmettono. La lana infatti oltre a trattenere il calore regola anche la traspirazione assorbendo quantità di umidità fino ad un terzo del suo peso che restituisce poi all'ambiente in modo da evitare sensazioni di bagnato. La lana inoltre è anche repellente allo sporco e ha la capacità di autorigenerarsi, caratteristiche che rendono sufficienti esporre la lana all'aria aperta per togliere odori e appunto "rigenerare" il capo senza la necessità di lavarlo ogni volta.

 

E allora che differenza c'è tra lana e lana biologica?

abbigliamento_lana_biologica

 

La lana è una fibra naturale, e ok. Come avviene però l'allevamento delle pecore e cosa viene utilizzato nei pascoli in cui queste vivono e si nutrono? Molto spesso non ci poniamo questa domanda perché tanto sempre lana è. E allora vi spieghiamo la differenza (e di differenza ce n'è) tra lana e lana biologica.

La lana biologica proviene da allevamenti biologici per cui sono stati istituiti consorzi di produttori che hanno dato vita a marchi e certificazioni internazionali, ma di quest'ultime parleremo più avanti. Torniamo agli allevamenti biologici. In questi allevamenti vengono rispettate le naturali condizioni di vita dell'animale garantendo qualità, una vita tranquilla e sana. Gli animali vengono lasciati liberamente al pascolo dove non vengono utilizzate sostanze nocive e inquinanti come diserbanti e fertilizzanti e addirittura, finché possibile, gli animali vengono curati con omeopatia o la fitoterapia. Non vengono utilizzati antiparassitari e infine gli animali non subiscono torture, maltrattamenti e pratiche dolorose e mutilanti come il famoso mulesing ma anche castrazioni e tosature che provocano ferite e a volte anche la morte. Il mulesing è ormai una pratica abbastanza diffusa (principalmente in Australia e Nuova Zelanda negli allevamenti di pecore merinos) che consiste nello scuoiamento della parte perianale della pecore per evitare che escrementi e larve possano sporcare e intaccare il prezioso vello dell'animale. Per fare questo la pecora non viene anestetizzata e quindi il dolore che deve sopportare, come possiamo intuire, è atroce. E tutto per cosa? E poi ancora castrazioni per i maschi e una tosatura meccanizzata con macchine standard che non rispettano le diverse fisicità degli animali i quali subiscono inevitabilmente tagli dalle lame e costrizioni. Negli allevamenti biologici invece tutto ciò non avviene in quanto li animali vivono liberi nel rispetto della loro naturale vita.

 

Quali certificazioni per la lana biologica?

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Come dicevamo le certificazioni e i marchi che troviamo sono state create da associazioni private di produttori che si sono riunite in consorzi per dar vita a questi marchi e controlli.

Molti marchi riguardano l'ecosostenibilità del prodotto e valgono in generale per il settore tessile e per l'abbigliamento. Tra i più importanti:

  • GOTS. Questo standard certifica la produzione, confezione, etichettatura, importazione e distribuzione dei prodotti tessili ottenuti con fibre prodotte e certificate come biologiche e per il rilascio vengono considerate anche la composizione dei capi, la tracciabilità, la sicurezza, la riduzione dell'impatto ambientale e il rispetto dei diritti dei lavoratori.
  • Naturtextil IVN e IVN BEST sono un'evoluzione della certificazione GOTS. Sono infatti più restrittive, in particolare l'IVN BEST, avendo fissato al 100% la presenza di fibre naturali nei prodotti tessili. Altre restrizioni riguardano poi le colorazioni, i composti chimici eventualmente utilizzati, le decorazioni e gli accessori.

Per quanto riguarda in particolare l'allevamento e la coltivazione biologica possiamo incontrare invece sigle come:

  • kbA (kontrolliert biologische anbau), ovvero agricoltura biologica controllata
  • kbt (kontrolliert biologische tierzucht), allevamento biologico controllato.

Come è facile intuire dai nomi, molte di queste certificazioni (IVN, IVN BEST, kbA e kbT) provengono dalla Germania. In Germania è infatti molto radicata la cultura dell'ecologia, dell'ecosostenibilità. Il consumatore tedesco è stato sempre molto esigente dal punto della qualità dell'abbigliamento ma anche di tutta la sua filiera e non per ultimo le condizioni dei lavoratori coinvolti.

 

Infine ci sono marchi relative alla lana (e non solo) che non riguardano specificatamente l'allevamento biologico ma che certificano la qualità, l'ecologia e la salubrità:

  • Woolmark, attesta e certifica la realizzazione in Pura Lana Vergine;
  • Human Friendly, assicura che il processo di produzione di tessili avvenga nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili in materia di norme igieniche per l'ambiente di lavoro. Le norme riguardanti i requisiti per ottenere la certificazione Human Friendly sono inoltre stabilite sulla base dei parametri adottati da OEKO-TEX ® Standard 100;
  • Safe for children, certifica che il prodotto è sicuro e confortevole per il bambino.

Ora avete tutti i strumenti per fare acquisti consapevoli nel rispetto della vostra salute, degli animali e dell'ambiente.

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